di CORRADO LARONGA
A Torino, Franchino Er Criminale lo conosciamo bene.
Anticritico culinario, irriverente fustigatore di gastrofighetti, impietoso assaggiatore on the road di specialità e contro-specialità di ogni genere. Addirittura iconoclasta, se pensiamo che nel 2023 osò attribuire un sonoro ZERO ai tramezzini di Mulassano, criticandone il pane, la farcitura e, ovviamente, il prezzo.
Dante, nella sua Commedia, ne ha messi all’Inferno tanti per molto meno.
In quel 2023 d’un soleggiato settembre, giunto da Roma con un teatrale carico di pregiudizio da Youtuber, volle provare i tramezzini di Torino per capire se la loro fama leggendaria fosse giustificata. Inutile dire che fece ritorno nell’Urbe in preda a una cocente delusione.
Avrebbe – e avremmo – potuto chiuderla alla romana con un goliardico “sticazzi”, ma la storia aveva in serbo per noi un altro finale.
Come un moderno figliol prodigo – cui magari nessuno dedicherà mai una parabola, ma certamente migliaia di views sì – Franchino Er Criminale, alias Alessandro Bologna, si è ravveduto, si è trasferito a Torino (città che, per essere sinceri, ha spesso dichiarato di amare in molti dei suoi contenuti social) e ci ha aperto addirittura un locale, la sua Osteria Senza Pretese.
La notizia è stata servita ai naviganti da Giulia Crossbow, inseparabile compagna di scorribande del neo ristoratore torinese, che attraverso i suoi canali social ha mostrato in anteprima la nuova osteria di via Stampatori 10, nel centro più centro della città. Scaffali carichi di bottiglie, un grande bancone in legno, venti coperti, un bel dehors e addirittura l’endorsement dello chef stellato Andrea Larossa e di Aurora Cavallo, alias Cooker Girl, food blogger da 1,5 milioni di followers solo su Instagram.

«Non ho detto nulla e non lo farò, ho le mie idee da pazzo e voglio essere diverso da tutta la melma che mercifica ogni cosa – dice Franchino in una stories. Il mio desiderio più grande è che veniate perché si mangia e si beve bene e non perché ho fatto 398 video prima di aprire e ne farò altri 560 dopo aver aperto».
Una cosa è certa: è piemontese da poco, ma non è ancora “falso e cortese”. Per ora.
La cucina che ci proporrà è un trionfo di sapori romani: supplì, fave e pecorino, amatriciana, ma troviamo anche pane, burro e acciughe, pollo alla cacciatora e polpo e fagioli. Prezzi da osteria, veracità assicurata, consulenza stellata, perché anche le cose semplici vanno fatte bene.
Franchino sembra avere le idee molto chiare nel voler proporre una cucina prima di tutto buona, popolare e golosa, lasciando l’onere della promozione alla più antica e spietata delle regole: il passaparola.
Coraggio? Sincerità? Astuta mossa di marketing? Facciamo così: ci fidiamo di Franchino e prima di dare una risposta a tutte queste domande proveremo la sua cucina. Nel frattempo, però, una cosa la vogliamo dire: bentornato a Torino Franchì, daje tutta e bogia nen!