di ANASTASIA OSSOLA
È arrivata quest’anno, per Antonino Cannavacciuolo, la terza Stella Michelin. Un riconoscimento e un traguardo atteso dal 1999, arrivato proprio il giorno del suo anniversario di matrimonio, come lui stesso dichiara ai microfoni della 68esima edizione italiana della Rossa. Non una banale coincidenza, secondo lui, ma un segno del destino, proprio come la prima stella, arrivata l’anno del suo matrimonio e la seconda, arrivata con l’avvento della figlia Elisa.
Ma l’ormai tristellato Villa Crespi non è l’unico luogo in cui Chef Antonino Cannavacciuolo ha lasciato il segno.
Sono infatti numerosi i locali che vantano riconoscimenti e visite da tutte le parti di Italia e del mondo, come il Laqua Resort, situato sulle rive del lago d’Orta, ma anche sul Golfo di Sorrento, nel verde delle colline sorrentine e nell’entroterra toscano.
I CANNAVACCIUOLO BISTROT
E ancora i Bistrot, uno a Novara e uno a Torino, dove le ricette che hanno fatto la sua storia vengono valorizzate e riproposte dalle mani esperte dello Chef Vincenzo Manicone, a Novara, e dello Chef Emin Haziri, nel capoluogo sabaudo.
Quest’ultimo, in particolare, con la sua puntigliosa attenzione verso i minimi dettagli e il suo talento da fuoriclasse sa rendere onore e omaggio ad uno degli chef più importanti del panorama gastronomico italiano.
Giovane e ambizioso, con esperienze maturate nelle cucine più rinomate del mondo, Emin guida ad oggi uno dei 13 ristoranti stellati di Torino e provincia.
In pieno centro, a due passi dalla Gran Madre, il Cannavacciuolo Bistrot Torino è un ambiente caldo e accogliente, elegante ma non eccessivamente formale. Uno staff giovane, gentile e disponibile.
Due menu degustazione, uno dedicato ai grandi classici, dove non mancano il tonno vitellato o i ravioli di anatra proposti con latte di bufala, lampone e sedano rapa, e uno più estroso, dove il pesce fa da padrone.
In alternativa, è possibile ordinare alla carta, scegliendo tra tre proposte di antipasti, sei primi, tre secondi e tre dessert.
La carta vini, molto elaborata e attentamente studiata, non fa mancare etichette che meritano di essere raccontate e ascoltate, per questo motivo vi consiglio di affidarvi alla bravura dei sommelier perché saranno sicuramente in grado di accontentare tutte le vostre richieste.
REPORTAGE GASTRONOMICO