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Tuttofabrodo raddoppia a Torino: inaugurato il nuovo locale

Tuttofabrodo, il locale orientale contemporaneo di Torino noto per i tipici ravioli cinesi Xiaolongbao, fa il bis in città: in via Maria Vittoria 41 (angolo Via Piana), a pochi passi da Piazza Vittorio Veneto.

« A meno di tre anni dalla prima apertura, nel quartiere multietnico di San Salvario è arrivato il momento di lanciarsi in una nuova avventura – dichiara Elisa Neri, AD e co-fondatrice dell’insegna di Torino. Il mio sogno è sempre stato quello di creare un format unico e riconoscibile, da replicare in più punti della città. Un luogo d’incontro, dove non esistono divergenze culturali o gastronomiche, ma solo spunti che arricchiscono, da gustare e da approfondire».

Tuttofabrodo Torino
Elisa Neri

LA NUOVA APERTURA DI TUTTOFABRODO

Il nuovo spazio, ampio e moderno, è l’espressione di tutti quei valori che hanno spinto e sostenuto Elisa finora:

  • L’artigianalità: i piatti asiatici protagonisti dell’insegna sono fatti rigorosamente a mano. Alla base di ogni ricetta, non ci sono solo lo studio e le sperimentazioni di Elisa – un perfetto equilibrio di tempi, quantità e temperature ma anche l’abilità e la precisione di cuochi-sfoglini, tutti con una formazione taiwanese.
  • La contaminazione: le proposte del format sono terreno d’incontro tra la tradizione asiatica e gli ingredienti italiani di alta qualità, come la carne di pollo utilizzata per il brodo Paitan alla base del ramen classico o le verdure utilizzate per i dumpling vegetariani.
  • L’unicità: protagonisti indiscussi della carta, sono gli Xiaolongbao, i più nobili e complessi ravioli cinesi caratterizzati da 21 grammi di pasta, una chiusura realizzata con 19 pieghe, un ripieno succulento e una cottura di soli quattro minuti nei cestini di bamboo. La loro preparazione, ispirata a quella della tradizione, appresa da Elisa durante i suoi viaggi a Shanghai, è unica e segreta.
  • L’autenticità: quando, nel 2021, Elisa ha deciso di aprire il suo ristorante di cucina orientale, ha voluto al suo fianco delle mani esperte. Così, dopo mesi di ricerche, ha contattato dei cuochi asiatici che lavoravano per il format Din Tai Fung, la catena asiatica di ravioli più prestigiosa al mondo che, nella sua sede di Hong Kong, ha ottenuto una Stella Michelin. Oggi, a sostenerla nella sua impresa, c’è Marlon Bundoc, il cuoco che ha scelto l’Italia, conquistato dal progetto di Elisa. Marlon modella la pasta con il know-how asiatico, studia le ricette del locale insieme alla proprietaria e, soprattutto, la aiuta nella diffusione dell’autentica cultura gastronomica orientale.
  • Il rispetto: per Elisa il rispetto non riguarda solo le tradizioni gastronomiche. Alla base del suo successo imprenditoriale vi è la capacità di costruire un ambiente lavorativo strutturato e attento all’equilibrio vita-lavoro dei suoi dipendenti. L’orario settimanale non supera mai le 40 ore, distribuite su cinque giorni o su sei giorni con turni singoli.
  • L’inclusività: i dipendenti di Tuttofabrodo provengono da sette diverse nazionalità: italiana, filippina, argentina, brasiliana, nigeriana, rumena e marocchina, con una quota femminile ben rappresentata (50%). Elisa e tutti i suoi collaboratori promuovono da sempre l’accoglienza e la diversità.
  • La dinamicità: all’interno del gruppo, ogni membro viene valorizzato e ha l’opportunità di crescere professionalmente. La gamma di ruoli proposti è molto ampia, sia per chi è alle prime esperienze nel settore della ristorazione, sia per i professionisti esperti.
  • La sostenibilità: attento ai temi ecologici, Tuttofabrodo si impegna quotidianamente per azzerare la carbon footprint (impronta di carbonio): la stima delle emissioni in atmosfera di gas serra causate da un prodotto, da un  servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un individuo, calcolate in tonnellate di CO2 equivalente. Come? Attraverso l’elaborazione di un menu attento all’impatto ambientale, la scelta di utilizzare tovaglioli realizzati con fibre naturali, la preferenza di materiali sostenibili nella progettazione dell’architettura e del design degli interni, l’uso di acqua microfiltrata e di materie prime rispettose della biodiversità, l’uso di un impianto di spillatura della birra ad aria che non emette CO2, la costante previsione della domanda e l’ottimizzazione della produzione.
  • La convivialità: Per il brand, il cibo è sinonimo di unione, condivisione e convivialità. A dimostrarlo, la scelta di servire Dumpling, Xiaolongbao, Baozi e Guabao all’interno di cestini di bamboo, perfetti per essere messi al centro dei tavoli, e di uscire dai confini torinesi per avviare collaborazioni importanti.

Tuttofabrodo Torino

 

IL LOCALE

200 metri quadrati, 30 tavoli, 80 coperti interni, di cui 14 al bancone, e 24 esterni. Sono questi i numeri del secondo punto di Tuttofabrodo. In dialogo con il locale di San Salvario, la nuova apertura è un gioco di forme chiare, materiali provenienti da filiere attente alla sostenibilità – tra cui il legno di rovere in finitura chiara, i laminati in rame, l’acciaio satinato, il legno scuro venato e  l gres porcellanato – e colori, quelli della palette del primo ristorante (il blu, il rosa e il rame), enfatizzati e trasformati in elementi di forte riconoscibilità. In via Maria Vittoria, l’illuminazione è caratterizzante, perché protagonista di scritte luminose ispirate alle tipiche insegne dei locali cinesi e studiata su misura e perfettamente inserita nelle linee architettoniche del progetto grazie al supporto di Helitech.

Tuttofabrodo Torino

IL MENU

In occasione della nuova apertura, Tuttofabrodo amplia il suo menu. Oltre ai piatti signature – come i ravioli Xiaolongbao, i Dumplings, gli Shao Mai, il Ramen e i Noodles – che variano a seconda della stagionalità -entrano in scena nuove proposte. Tra queste, i Spicy Taiwan Niu Rou Mian, noodles in brodo protagonisti di una preparazione particolarmente speziata tipica della Cina del sud, i Baozi con carne di maiale caramellata e i Gua Bao, anche in versione vegetariana. A concludere, nella carta dei dessert, accanto agli immancabili Xiaolongbao con fagioli rossi e i Bao ripieni di crema pasticcera allo yuzu o cioccolato fondente, confettura di fagioli rossi e nocciole, un nuovo dolce a base di latte di cocco.
Elisa, grazie alla formazione da dietista e gastronoma, continua a costruire bilanciamenti e abbinamenti riusciti, caratterizzati da un unico fil rouge: la precisione e il perfezionismo tipicamente asiatici. Anche la proposta beverage è stata rimodellata per la nuova apertura. In particolare, con l’introduzione di sake, serviti in abbinamento alle tipologie di piatti, i tè Dammann Frères e i digestivi asiatici. Infine, è stata mantenuta la scelta non convenzionale di offrire solo birre artigianali del Birrificio Granda di Cuneo.

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